ABBIAMO PARLATO CON ANDREA PRIMAVERA DI FIPPO DELLA SITUAZIONE DELLE COLTIVAZIONI OFFICINALI IN ITALIA

di Andrea Primavera, Presidente della Federazione Italiana Produttori Piante Officinali

FIPPO è la maggiore federazione di produttori e cooperative di erbe officinali in Italia. Ad oggi conta più di 90 soci e coinvolge più di 200 agricoltori, circa la metà dei produttori di piante officinali in Italia.

 

FIPPO organizza corsi di formazione sulla coltivazione, trasformazione e commercializzazione di erbe officinali, utilizzando l’expertise di docenti con anni di esperienza nel settore. Noi di Progetto Greenhouse, in collaborazione con FIPPO, ci stiamo impegnando a individuare un numero di persone interessate a frequentare il corso a Foggia.

Se sei interessato a partecipare, contattaci su sportellogh@cgsinopia.it indicando il tuo nome e il tuo contatto telefonico. Ti richiameremo al più presto per fornirti maggiori informazioni!

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Come si presenta il settore delle colture officinali in Puglia?

In Puglia non c’è attualmente un investimento significativo in erbe officinali. Tra le poche aziende medio-grandi presenti nella regione, vale la pena nominare l’insediamento della Bonomelli per la coltura della camomilla e l’azienda agricola ‘San Demetrio’ a Specchia, che produce materie prime. Per il resto, ci sono una serie di piccoli e piccolissimi produttori che spesso producono in filiera corta. Ci sono poi aziende che producono erbe fresche -come prezzemolo o basilico-, ma trattandosi di una filiera annessa a quella dell’ortofrutta, non abbiamo dati in termini né quantitativi né qualitativi. La Puglia insomma non è tra le regioni che hanno una consolidata rete di produzione delle erbe officinali.

 

In quali parti d’italia è più diffusa l’agricoltura officinale?

Le regioni storiche sono Piemonte, Marche e Sicilia. C’è poi il distretto dell’Alta Valle del Tevere, tra la Toscana e l’Umbria, dove si collocano Aboca e tutte le aziende spin-off che si sono create nel corso degli anni. Parliamo di quasi un migliaio di ettari di varie coltivazioni officinali.

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Qual è il segreto dello sviluppo di un’imprenditoria agricola officinale in queste zone?

Per alcune zone ci sono delle ragioni storiche. In Piemonte, ad esempio, alla tradizionale coltivazione di menta hanno fatto seguito altri tipi di colture officinali: in questo caso, la menta ha fatto da apripista alla coltivazione di altri tipi di erbe officinali. Altri esempi di sviluppo storico sono le Marche o la Sicilia, in cui l’origano ha trainato la nascita di nuove aziende agricole di officinali. Questo succede perché l’azienda che produce una specifica pianta officinale può abbinare la coltivazione di un’altra officinale simile senza costi aggiuntivi eccessivi: ad esempio, si può iniziare a coltivare dragoncello per poi aggiungere della camomilla romana.
Nella zona della Valle del Tevere invece lo sviluppo della coltivazione officinale è stato trainato dall’episodio Aboca/Collettivo Mercati, che negli anni 70 acquistano un’azienda agricola e da lì arrivano a sviluppare il distretto dell’Alta Valle del Tevere. La particolarità di questo modello agricolo-imprenditoriale è l’essere costituito da una serie di realtà imprenditoriali importanti concentrate in una zona molto piccola.

 

Quali sono le specie di officinali di più facile coltivazione in Puglia?

Bisogna considerare innnanzitutto che la Puglia ha una diversità di microclima notevole: si va dal Gargano al Tavoliere; dalla zona del Barese -formata da pianure irrigue- fino al Salento che è una zona arida.
In zone irrigue -ossia vocate all’orticoltura oppure ex viticole- come quelle di Trinitapoli, Barletta, Andria, Trani, vanno bene piante mediterranee ad uso aromatico: le classiche Salvia, Timo, Origano, Basilico, che vengono coltivate come piante perenni e richiedono una certa disponibilità e consumo di acqua. Se invece ci spostiamo nelle zone più interne del Tavoliere e delle Murge -che sono zone asciutte- si dovrebbe puntare a colture di tipo estensivo come la camomilla e il cardo mariano oppure piante primaverili-estive precoci come l’anice e il finocchio.

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Per un terreno montuoso come quello dei Monti Dauni,  invece, quali officinali sarebbero più indicate?

La Daunia è una zona asciutta-argillosa e sarebbe quindi preferibile utilizzare un tipo di coltura estensiva. Si parla nella maggior parte dei casi di terreni precedentemente coltivati a cereali, quindi punterei a coltivare specie come camomilla, cardo mariano, anice, finocchio, semi di papavero, aromatiche da seme e altri semi ad uso medicinale.

 

By | 2016-07-07T12:17:04+00:00 marzo 12th, 2016|Categories: Il parere dell'esperto, Il Giornale Green|1 Comment

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One Comment

  1. Clotilde Lorance 10 febbraio 2018 at 3:20 pm - Reply

    Adoro leggere i vostri articoli. soprattutto se parlano di test che sono lo specchio della mia anima.

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