RETI D’IMPRESA AGRICOLA: L’ESPERIENZA DI ‘ORTI LUCANI PIANTE OFFICINALI’

A cura della Dottoressa Enza Spano, Presidente dell’ associazione Terre di Erbe e promotrice della rete d’impresa Orti Lucani Piante Officinali, che annovera ben 268 aziende agricole del settore.

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Come nasce l’idea di creare una rete nel settore delle erbe officinali?

L’idea si è ispirata a un precedente progetto che ha realizzato un importante luogo d’attrazione turistico ed etnobotanico: il Parco Ecologico e Letterario di erbe officinali, situato sui terrazzamenti Saraceni di Tricarico.
Si tratta, in poche parole, di un sistema di terrazzamenti in pietra a ridosso dell’abitato arabo, che si estende da porta Rabatana a porta Saracena; un giardino di sali e scendi introdotti da sonetti e poesie di Rocco Scotellaro, poeta contadino di Tricarico. Un sistema che ha puntato al rilancio dell’agricoltura lucana sfruttando le potenzialità del territorio agricolo e valorizzandone le vocazioni.
Il parco è stato il primo nel suo genere ad essere realizzato nel Sud Italia, e per un preciso motivo: nel corso dei secoli, i popoli del mediterraneo hanno utilizzato le piante officinali per usi molteplici, e il Sud Italia rappresenta tutt’oggi il baricentro della moltitudine di etnie e culture che caratterizzano il Mediterraneo. La Basilicata, in particolare, vanta un patrimonio di ben 437 specie di piante autoctone, pari al 25% del patrimonio complessivo del paese, e l’Italia importa erbe per oltre il 70% del fabbisogno.
In questo contesto, la nostra rete d’impresa nasce dalla necessità di rendere consistente la produzione di erbe per poterle poi trasformare e commercializzare.

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Quali sono le caratteristiche di questa rete?

Orti Lucani Piante Officinali è una rete d’impresa che nasce dal basso attraverso la sottoscrizione di un contratto di rete da parte di una serie di imprese collocate nel territorio lucano. Obiettivo della rete è quello di incentivare le coltivazioni di piante officinali e aumentare la capacità innovativa e competitiva delle imprese aderenti. Partendo da un programma comune, le imprese di Orti Lucani Piante Officinali collaborano e si scambiano informazioni, svolgono attività in comune ed effettuano scambi di prestazione.

 

Si tratta esclusivamente di imprese agricole o anche imprese trasformatrici e commerciali?

Tra le imprese aderenti ci sono, oltre ad imprese agricole, anche gruppi associati che operano nei settori della trasformazione e della commercializzazione. Tra questi abbiamo, ad esempio, l’OP Agorà – organizzazione di produttori ortofrutticoli che commercializza anche all’estero-  e Con.pro.bio -cooperativa che commercializza prodotti ortofrutticoli lucani-.

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Quali vantaggi ottiene un ‘impresa dal far parte di una rete del genere?

Tra i vantaggi che un ‘impresa ottiene nel far parte di una rete come la nostra – in particolare in un settore come quello agricolo – ci sono innanzitutto l’accesso privilegiato a conoscenze e competenze, l’attivazione di circuiti di trasferimento tecnologico industriale e commerciale, l’ampliamento della gamma di beni e servizi prodotti. E ancora: la possibilità di utilizzo di infrastrutture non facilmente accessibili alle piccole imprese, la possibilità di acquisire certificazioni di qualità e di gestire marchi commerciali, una maggiore efficienza e flessibilità operativa e infine la possibilità di acquisire maggiore visibilità.
Da un punto di vista prettamente economico, parliamo poi di vantaggi come maggiore stabilità del fatturato, crescita delle vendite, più facile accesso a capitali, riduzione dei costi e dei tempi di produzione, limitazione dei rischi, sviluppo delle risorse umane, nonché agevolazioni fiscali e burocratiche.
Le potenzialità generate da una rete del genere, insomma, sono vastissime.

 

Quali sono le prospettive di crescita della rete?

La capacità della rete di perdurare nel tempo è certamente legata allo sviluppo delle risorse umane investite. Far funzionare la rete richiede non solo un management di alto profilo, ma anche la capacità di attivare delle sinergie con il gruppo scientifico, il mondo accademico e l’ente pubblico.

 

By | 2016-07-07T12:07:17+00:00 aprile 2nd, 2016|Categories: Il parere dell'esperto, Il Giornale Green|0 Comments

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