TRE COSE CHE NON SAPEVATE SUL MERCATO DELLE ERBE OFFICINALI IN ITALIA

a cura di Alberto Manzo, funzionario tecnico presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Il Dottor Manzo è l’attuale Coordinatore del Tavolo tecnico del settore florovivaistico nonché del Tavolo di filiera delle piante officinali presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Ha maturato una vasta esperienza nel settore agrobiologico e composto una serie di pubblicazioni ufficiali nell’ambito del settore agricolo in Italia. Tra le sue ultime pubblicazioni, va ricordato in particolare il Piano di Settore della Filiera delle Piante Officinali 2014­-2016, predisposto con altri esperti di diverse discipline, che raccoglie i dati e le statistiche più importanti sulla situazione del settore in Italia al 2013.

 

sinopia - progetto greenhouse - prodotto officinale italiano

1. Le aziende estere preferiscono il Made in Italy, anche per le erbe officinali

Il prodotto italiano è di prima qualità e qualsiasi specie officinale può dare un valore aggiunto rispetto a quelle che vengono importate. In particolare, alcune specie molto richieste per la trasformazione, come la camomilla o il timo, sono da anni delle eccellenze della nostra produzione nazionale. Sappiamo poi che le aziende che hanno bisogno di prodotto da trasformare sono tante, e la quantità di prodotto richiesta nel settore delle piante officinali è generalmente maggiore rispetto ad altri comparti agricoli.

 

sinopia - progetto greenhouse - campi officinali pugliesi

2. In Puglia si coltivano 400 ettari di erbe officinali

Dal quadro generale del censimento 2010 ­contenuto nell’allegato tecnico al Piano di Settore­ è emerso che in Puglia ci sono 114 aziende agricole che coltivano erbe officinali, per la gran parte a­biologiche, per un totale di circa 400 ettari di terra coltivata. Tra le specie più coltivate ci sono il timo e la camomilla, ma anche erbe aromatiche fresche e aromatiche infusionali.

 

sinopia - progetto greenhouse - ministero politiche agricole

3. Oggi in Italia non esiste ancora una filiera agricola officinale

L’assenza di una filiera di settore impedisce alle aziende agricole che coltivano di disporre di un compratore a cui vendere la materia prima. Per superare questo problema bisognerebbe innanzitutto coinvolgere i sindacati degli agricoltori, come Confagricoltura e Coldiretti, che potrebbero generare un meccanismo virtuoso organizzando workshops o eventi per invogliare gli agricoltori a coltivare piante officinali.

Essendo le piante officinali delle piante rustiche, coltivarle non è di per sè difficile. Bisogna però cominciare a ragionare di raccolta meccanizzata, impostare la coltura e infine capire a chi vendere il prodotto del campo: queste sono tutte problematiche che scaturiscono dall’assenza di una filiera agricola officinale in Italia.

 

sinopia - progetto greenhouse - semente erbe officinali

4. L’individuazione della semente può essere un problema per i coltivatori di erbe officinali

Un altro problema per gli agricoltori è come trovare la semente. Non è facile, perché, non essendo mai stata sviluppata una filiera, la semente non è controllata e certificata, ma è riprodotta in azienda oppure acquistata all’estero o sempre in Italia da altri produttori, per cui bisognerebbe partire da alcune specie scelte tra quelle più coltivate ad oggi e cominciare a testare le sementi di diverse varietà e poi provvedere ad impostare delle prove sperimentali di campo per selezionare le varietà migliori e quindi effettuare le prove di registrazione al Registro sementiero nazionale e comunitario.

A questo proposito l’Agenzia Regionale del Lazio sta attualmente componendo un Gruppo operativo allargato previsto dai PSR ­formato da aziende produttrici di Lazio, Toscana e Umbria ed Enti di ricerca nazionali ­ per facilitare il lavoro degli agricoltori. Un modello che potrebbe essere replicato anche in Puglia e in altre regioni.

 

By | 2016-07-07T12:20:52+00:00 marzo 6th, 2016|Categories: Il parere dell'esperto, Il Giornale Green|0 Comments

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